IRES PREMIALE

La società che realizza le 5 condizioni può applicare l'agevolazione su tutto l'imponibile.

 

 

Le società di capitali, nel calcolo dell'Ires sui redditi 2025, devono verificare la possibilità di applicare lo sconto di 4 punti percentuali, riducendo l’aliquota Ires dal 24% al 20%, prevista dalla Legge di Bilancio 2025 (commi 436 e seguenti della legge 207/2024).

 La società per accedere alla agevolazione deve rispettare 5 requisiti:

  1. Realizzare, tra l’1/1/2025 e il 31/10/2026 (scadenza della dichiarazione redditi 2025), "investimenti rilevanti" di importo superiore al maggiore di tre parametri: 30% dell'utile 2024 non distribuito; 24% dell'utile 2023 (se si era in perdita, contano solo gli altri due parametri); € 20.000. Per "investimenti rilevanti" si intendono quelli 4.0 (allegati alla legge 232/2016) o 5.0 (articolo 39 D.L. 19/2024).
  2. Destinare almeno l'80% dell'utile 2024 a riserva; il Dm 8 agosto 2025 ha chiarito che è sufficiente che non più del 20% dell'utile sia stato distribuito. Per verificare questa condizione, occorre compilare il nuovo prospetto contenuto nel campo RS524 del Modello Dichiarazione Redditi anno 2025 (cfr. «Il Sole 24 Ore» del 28 febbraio 2026).
  3. Non avere ridotto nel 2025 il numero di unità lavorative per anno rispetto alla media del triennio precedente.
  4. Avere realizzato nel 2025, rispetto al 2024, un incremento occupazionale a tempo indeterminato almeno dell'1% e comunque di almeno un lavoratore.
  5. Non avere utilizzato nel 2024 e 2025, la cassa integrazione, tranne che per i casi di cui all'articolo 11, lettera a), Dlgs 148/2015.

La società che realizza le 5 condizioni può applicare l'agevolazione su tutto l'imponibile.

Il Dm 8 agosto 2025 ha introdotto un tetto al risparmio fiscale generato dalla minor aliquota (4%), pari al costo sostenuto e rimasto a carico per gli "investimenti rilevanti" (art. 12 del Dm).

In pratica, l'imponibile agevolato con aliquota del 20% non può superare gli investimenti moltiplicati per 25 volte.

Ad esempio, se gli investimenti sono pari a € 100.000, e l'imponibile totale è € 3 milioni, avremo € 2.500.000 al 20% (risparmio 4% pari a 150.000 euro) ed €. 500.000 al 24%.

Questa indicazione è ribadita anche nel modello di dichiarazione redditi dell’anno 2025, che richiede di evidenziare, nel campo RN8A, l'importo dell'agevolazione non spettante in quanto superiore a tale limite.

Il Dm 8 agosto 2025, nel richiamare gli "investimenti rilevanti" (che il provvedimento definisce in termini qualitativi), non chiarisce se va considerato il minimo previsto dall'articolo 3, comma 5, come condizione di accesso, oppure, se più alto, l'importo effettivamente realizzato. Si supponga, ad esempio, che il 30% dell'utile 2024 accantonato sia di 100mila euro (2023 chiuso in perdita) e che gli investimenti effettuati dalla società siano pari a 150mila euro. Letteralmente dovrebbe valere l'importo effettivo (massimo imponibile al 20% pari a 150.000 x 25), ma un tempestivo chiarimento ufficiale è necessario.

Andrebbe inoltre chiarito se il costo "rimasto a carico" sia da calcolare al lordo o al netto di eventuali contributi percepiti sui beni che costituiscono investimenti rilevanti.

Nel bilancio 2025 l’Ires premiale influenza le imposte correnti da rilevare a conto economico.

In presenza di perdite pregresse, si può rinunciare in tutto o in parte al loro utilizzo, per far emergere un imponibile da assoggettare al 20%.

Qualora alla data di approvazione del progetto del bilancio 2025 il parametro di investimenti minimi non sia ancora stato realizzato, e non vi sia ragionevole certezza di raggiungerlo entro fine ottobre, lo stanziamento andrà prudenzialmente effettuato tutto ad aliquota 24%, con rilevazione di una sopravvenienza attiva nel 2026 in caso di agevolazione ottenuta a consolidato.

 

Fonte: Sole 24 Ore del 24/03/2026 – di Luca Gaiani

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