DETASSAZIONE 2026: PIÙ NETTO IN BUSTA PAGA

Più netto in busta paga nel 2026: ecco come funzionano le nuove detassazioni.

 

 

 La Legge di Bilancio 2026 introduce, per il solo anno in corso, due importanti agevolazioni fiscali che impattano direttamente sulla busta paga dei lavoratori dipendenti del settore privato.

L’obiettivo è semplice: aumentare il netto percepito dai dipendenti, riducendo la tassazione su specifiche voci retributive.

 

LE DUE AGEVOLAZIONI PREVISTE

1. TASSAZIONE AL 5% SUGLI AUMENTI DA RINNOVO CCNL

Gli aumenti di stipendio derivanti da rinnovi dei contratti collettivi nazionali saranno tassati con un’imposta sostitutiva del 5%.

A chi si applica

  • lavoratori dipendenti privati;
  • reddito da lavoro dipendente 2025 fino a 33.000 .

Attenzione

Il limite considera tutti i rapporti di lavoro avuti nel 2025.

Per i lavoratori assunti nel 2026, è necessaria una dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025.

Cosa rientra

  • solo aumenti legati a rinnovi CCNL firmati nel 2024, 2025 o 2026, ma erogati da gennaio 2026.

Cosa è escluso

  • premi di risultato;
  • accordi aziendali o territoriali.

Esempio:
un aumento contrattuale di 100
lordi mensili sarà tassato molto meno rispetto al regime ordinario, generando un netto più alto.

 

2. TASSAZIONE AL 15% SU NOTTURNI, FESTIVI E TURNI

Le maggiorazioni per particolari condizioni di lavoro saranno tassate al 15%.

A chi si applica

  • lavoratori dipendenti privati;
  • reddito 2025 fino a 40.000 .

Limite

  • l’agevolazione si applica fino a 1.500 annui;
  • oltre tale soglia si torna alla tassazione ordinaria.

Voci incluse

  • lavoro notturno;
  • lavoro festivo;
  • indennità di turno;
  • reperibilità.

Voci escluse

  • straordinari;
  • premi di risultato.

Esempio:
una maggiorazione per turno notturno subirà una trattenuta fiscale ridotta, aumentando il netto in busta.

 

COME FUNZIONA IN PRATICA

Le agevolazioni:

  • sono applicate automaticamente in busta paga da aprile 2026, con eventuale calcolo degli arretrati da gennaio 2026;
  • sostituiscono IRPEF e addizionali con un’imposta più bassa;
  • sono gestite direttamente dal datore di lavoro.

 

COSA DEVE FARE IL DIPENDENTE

Il dipendente non deve fare nulla per beneficiarne. Può però rinunciare alle agevolazioni compilando una specifica comunicazione e consegnandola al datore di lavoro (ad esempio se supera i limiti di reddito considerando altri rapporti di lavoro).

 

COSA DEVONO FARE LE AZIENDE

Operativamente è sufficiente distribuire ai dipendenti la comunicazione informativa. Eventuali rinunce dovranno essere raccolte e trasmesse al consulente paghe.

 

IN SINTESI

Nel 2026 alcuni aumenti contrattuali e alcune indennità di lavoro (notturno, festivo, turni) saranno tassati meno, con aliquote 5% o 15%, se il lavoratore rientra nei limiti di reddito previsti, dando al dipendente un maggior potere d’acquisto.

Si tratta di una misura temporanea che punta a sostenere il potere d’acquisto, con effetti immediati e concreti sulle retribuzioni, a patto che il dipendente non vi rinunci.

 

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di intelligenza artificiale e revisionato da un professionista di Spazio Fiscale Srl-Stp.

 

 

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