CONTROLLO DI GESTIONE: PERCHÈ CONOSCERE I NUMERI AIUTA A DECIDERE MEGLIO

Il controllo di gestione non riguarda solo le grandi aziende. Scopri perché conoscere costi, margini, risultati e flussi finanziari aiuta ogni impresa a prendere decisioni più consapevoli

 

 

SAPERE QUANTO HAI FATTURATO NON BASTA

Quanto sai davvero di quello che sta succedendo nella tua azienda mentre l’anno è ancora in corso?

Conoscere il fatturato è importante, ma non è sufficiente. Un’impresa può aumentare le vendite e, allo stesso tempo, vedere diminuire la propria marginalità. Può avere clienti e commesse in crescita, ma anche costi che aumentano più rapidamente dei ricavi. Può chiudere un esercizio con un risultato positivo e trovarsi comunque a dover gestire con attenzione la liquidità.

È proprio qui che entra in gioco il controllo di gestione.

 

CHE COS’È, CONCRETAMENTE, IL CONTROLLO DI GESTIONE?

Per una PMI non dovrebbe essere visto come un insieme complesso di procedure riservate alle grandi organizzazioni.

È, prima di tutto, un sistema che permette all’imprenditore di leggere con maggiore chiarezza l'andamento dell'attività: risultati economici, costi, margini, patrimonio, liquidità e principali indicatori.

La Banca d’Italia inserisce infatti il controllo di gestione, insieme all’equilibrio economico, patrimoniale e finanziario, tra gli strumenti fondamentali per la gestione finanziaria della piccola impresa.

L'obiettivo non è produrre più numeri, ma avere le informazioni giuste nel momento in cui servono per decidere.

 

DAL DATO STORICO ALLA DECISIONE

Il bilancio racconta ciò che è successo. Il controllo di gestione permette di utilizzare quei dati per capire meglio ciò che sta succedendo e, soprattutto, per intervenire.

Alcune domande diventano quindi essenziali:

  • quali prodotti o servizi generano più margine?
  • quali costi stanno crescendo?
  • quali clienti o commesse sono realmente redditizi?
  • il prezzo applicato è ancora coerente con i costi sostenuti?
  • quanto incidono gli investimenti sulla liquidità?
  • quali risultati stiamo ottenendo rispetto a quelli previsti?

Il valore del controllo di gestione sta proprio nel collegare queste informazioni.

 

ANCHE LA NORMATIVA GUARDA ALLA CAPACITÀ DI MONITORARE L’IMPRESA

Il tema non riguarda soltanto l’efficienza gestionale.

L’articolo 3 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza richiede agli imprenditori collettivi di dotarsi di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati, capaci anche di rilevare eventuali squilibri economici, finanziari e patrimoniali e di verificare la sostenibilità dei debiti e la continuità aziendale in prospettiva.

Questo rende ancora più importante disporre di informazioni aggiornate e leggibili.

 

QUALI NUMERI DOVREBBE CONOSCERE UN IMPRENDITORE?

Non esiste un cruscotto identico per tutte le imprese. Dipende dal settore, dalle dimensioni, dal modello di business e dagli obiettivi.

In generale, però, è utile monitorare con continuità almeno:

  • ricavi e loro andamento;
  • costi fissi e variabili;
  • margini;
  • redditività delle principali attività;
  • crediti e tempi di incasso;
  • debiti e scadenze;
  • disponibilità liquide;
  • investimenti;
  • andamento rispetto a budget e previsioni.

Il punto non è controllare tutto. È sapere quali informazioni sono realmente decisive per quella specifica impresa.

 

CONTROLLARE NON SIGNIFICA RALLENTARE

Un buon sistema di controllo non dovrebbe trasformarsi in un ulteriore adempimento burocratico.

Al contrario, dovrebbe rendere più semplice rispondere a domande che ogni imprenditore si pone: possiamo assumere? Possiamo investire? Possiamo ridurre un prezzo? Possiamo aprire una nuova linea di business? Possiamo sostenere un nuovo finanziamento?

Più i numeri sono chiari, più le decisioni possono essere prese con consapevolezza.

 

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di intelligenza artificiale e revisionato da un professionista di Spazio Soluzioni Srl.

 

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