Lavoro intermittente: uno strumento flessibile, ma da gestire con attenzione.
Tra gli strumenti più utilizzati per far fronte ai picchi di attività (pensiamo soprattutto alle aziende che operano nei settori del turismo o pubblici esercizi o alle aziende di stagione che si trovano a dover organizzare il loro organico in base al meteo ma anche alle aziende che operano in altri settori che magari devono far fronte ad una esigenza temporanea legata ad una lavorazione particolare) troviamo il contratto di lavoro intermittente (o “a chiamata”), particolarmente adatto per esigenze discontinue o variabili nel tempo.
Di seguito riepiloghiamo alcuni aspetti operativi da tenere presenti per una corretta gestione del rapporto.
Il contratto intermittente può essere attivato nei casi previsti dal CCNL applicato oppure con lavoratori di età inferiore a 24 anni o con più di 55 anni.
Nel settore dei pubblici esercizi e del turismo il ricorso a questa tipologia contrattuale è generalmente ammesso per numerose attività caratterizzate da esigenze discontinue o stagionali.
L’adempimento che caratterizza questo tipo di contratto è la comunicazione preventiva della chiamata.
Prima dell’inizio della prestazione lavorativa, il datore di lavoro deve infatti trasmettere l’apposita comunicazione al Ministero del Lavoro indicando il periodo di lavoro interessato.
L’omessa comunicazione preventiva in caso di controllo ispettivo, comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa pari a €800 per ogni comunicazione mancante.
La normativa prevede, in linea generale, un limite massimo di 400 giornate di lavoro effettivo nell’arco di 3 anni solari con lo stesso datore di lavoro.
È importante ricordare che tale limite non si applica ai settori del turismo, pubblici esercizi e spettacolo.
Si tratta quindi di un’esclusione particolarmente rilevante per molte aziende che operano con personale stagionale.
Il contratto intermittente è un contratto che risponde alle flessibilità richieste dal mercato del lavoro. Tuttavia, si rischia spesso di incorrere in alcuni errori che possono comportare pesanti sanzioni. I più frequenti sono:
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