FERMO AMMINISTRATIVO: COS’È E QUANDO SCATTA

Fermo amministrativo: scopri quando può colpire il tuo veicolo e come evitarlo.

 

 

Il fermo amministrativo è una misura cautelare utilizzata da un ente creditore, solitamente dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per recuperare crediti non pagati da imprese o cittadini.

Questo provvedimento, previsto dall’art. 86 del D.P.R. 602/1973, consente agli Enti creditori di bloccare un bene mobile, nella maggior parte dei casi un’automobile o un moto, di proprietà del debitore tramite iscrizione del fermo nel Pubblico Registro Automobilistico (PRA), fino a alla regolarizzazione della propria posizione debitoria.

 

QUANDO SCATTA IL FERMO AMMINISTRATIVO

Il presupposto fondamentale per l’iscrizione di un fermo amministrativo è l’esistenza di un debito non saldato con la Pubblica Amministrazione, tra le tipologie di inadempienze troviamo:

  • Tributi e imposte: mancato pagamento di tasse come IRPEF, IVA, IMU e TARI.
  • Contributi previdenziali: mancato pagamento dei contributi INPS o INAIL.
  • Multe stradali: sanzioni per violazioni del Codice della Strada non pagate.
  • Bollo Auto: mancato versamento della tassa di possesso del veicolo.

È un provvedimento non immediato, ma che viene attivato solo dopo un iter ben preciso.

Inizialmente, l’ente creditore notifica al debitore una cartella esattoriale per regolarizzare la posizione, concedendo 60 giorni per saldare il dovuto.

In caso di inadempienza del debitore, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione invia un preavviso di fermo amministrativo, che da ulteriori 30 giorni per il pagamento della cartella.

Se, trascorso anche questo termine, il debitore non ha effettuato il pagamento o una richiesta di rateizzazione, scatta l’iscrizione al PRA del fermo.

Tuttavia, esistono delle eccezioni per le quali il fermo non può essere disposto:

  • Se il veicolo è strumentale all’attività di impresa o della professione esercitata.
  • Se il veicolo è destinato ad uso di persone diversamente abili.
  • Se il fermo riguarda un veicolo in leasing o intestato a terzi.

Per evitare il fermo in questi casi è necessario presentare la documentazione che attesti la situazione all’ente preposto.

 

CONSEGUENZE DI UN FERMO AMMINISTRATIVO

Una volta iscritto il fermo, il veicolo subisce una serie di pesanti limitazioni:

  • Divieto di circolazione: il veicolo non può più circolare su suolo pubblico, la violazione di questo divieto comporta una sanzione che va da 1.984 € a 7.937 €, oltre alla possibile confisca del mezzo.
  • Divieto di vendere, donare e rottamare il veicolo.
  • Divieto di esportazione: il veicolo non può essere esportato all’estero.

 

COME RIMUOVERE UN FERMO AMMINISTRATIVO

Esistono principalmente due strade per rimuovere un fermo amministrativo:

  • Pagamento integrale del debito: la soluzione più diretta, poiché una volta saldato il debito, l’Agenzia Entrate-Riscossione provvederà entro pochi giorni alla cancellazione.
  • Rateizzazione del debito: qualora non sia possibile saldare per intero l’importo dovuto, si può optare per la rateizzazione. In questo caso il fermo è sospeso, cioè il veicolo può tornare a circolare, ma non può essere venduto, rottamato o esportato. La cancellazione definitiva del fermo avverrà solo al saldo dell’ultima rata.

 

 

Questo articolo è stato realizzato con il supporto di intelligenza artificiale e revisionato da un professionista di Spazio Fiscale Srl-Stp.

 

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