COACHING AZIENDALE: IL PROFESSIONISTA PER RI-MOTIVARE L'AZIENDA IN BILICO

Professionisti esperti in coaching, oltre che in contabilità, che accompagnino le imprese in bilico. Sono le nuove figure suggerite dal Codice della crisi d’impresa.

 

 

Negli ultimi 20 anni, il fenomeno del coaching ha visto la sua esplosione nel mercato. 

Questo enorme movimento deve la sua espansione alla complessa situazione lavorativa. Da un lato, infatti, i professionisti hanno sempre più pressioni, scadenze e impegni, dall’altro le aziende cercano strategie efficaci per contrastare il pericolo di crisi.

Il nuovo codice della crisi d’impresa ha, per la prima volta, messo al centro la consapevolezza e la responsabilità dell’imprenditore.

L’imprenditore individuale dovrebbe infatti adottare misure idonee a rilevare lo stato di crisi e assumere le iniziative necessarie a farvi fronte. Si tratta in particolar modo di misure che richiedono l’intervento di un professionista (avvocato o commercialista) e una formazione che aggiunga abilità di coaching alle competenze tecniche.

Siamo quindi in presenza di due nuove figure nel panorama economico-nazionale, l’imprenditore consapevole e il professionista coach, che accompagna l’impresa a raggiungere obiettivi specifici.

Per entrambe è indispensabile un’esperienza di ascolto attivo e quella capacità di non giudizio che permette di instaurare un sodalizio professionale basato sulla fiducia (un supporto che permette all’imprenditore di rivedere e ricollocare nel giusto contesto le sue scelte economico-finanziarie).

In questo senso, diventa centrale l’assunzione di responsabilità dell’imprenditore nel voler adempiere alle sue obbligazioni. 

È richiesta all’imprenditore una coachability alta che richiede capacità di confronto, umiltà, condivisione, aggiornamento per uscire dalla propria zona di comfort e aprirsi al nuovo.

In questo senso, il rapporto professionale diventa garante della sfida e degli impegni presi dall’imprenditore e della capacità del professionista di valorizzare all’esterno il piano di recupero sia economico che psicologico in atto.

 

VERSO L’USCITA DAL TUNNEL

 

COME CREARE UN PERCORSO ASSISTITO PER IL DEBITORE / SOVRAINDEBITATO

        Il percorso dovrà prevedere: 

  1. Ascolto senza giudizio, per instaurare una relazione di fiducia con il debitore affinché riconosca le sue responsabilità;

  2. Redigere per iscritto un piano di operatività: una sorta di schema informale dei passi da fare, non solo economici;

  3. Rielaborare una storia dell’esperienza vissuta dall’imprenditore per costituire un nuovo punto di partenza. Imparare dagli errori fatti. L’errore diventa stimolo e forza propositiva.

  4. Creare la base per un dignitoso tenore di vita per lui e la sua famiglia.

 

 

L’APPROCCIO DEL PROFESSIONISTA CON L’ESTERNO (GIUDICE, ORGANISMO DI COMPOSIZIONE DELLA CRISI, ECC.) 

  1. Saper presentare, condividere e valorizzare lo sforzo di ripresa e umiltà dell’imprenditore;

  2. Cercare di salvaguardare la continuazione aziendale;

  3. Presentare la convenienza oggettiva del piano di accordo con i creditori rispetto all’alternativa liquidatoria;

  4. Spiegare in modo esaustivo il piano in modo che ne possa essere giudicata la fattibilità: utilizzare schemi semplici, linguaggio tecnico senza inglesismi, riassunti, infografiche, immagini;

  5. Inquadrare l’istituto giuridico come leva di ripresa economica del sistema paese.

 

 

Vuoi restare sempre aggiornato sulle ultime novità?